“PIXELS”. Noi assassini seriali di lemmings non lo possiamo accettare.

E noi Lemmings siamo leggermente incaxxati!!!

Film Brutti: recensione incazzata di “Pixels”(USA, 2015)

“Anni ed anni di “Lemmicidi”, di battaglie impossibili e di infinite campagne. Abbiamo visto morire milioni di nostri fratelli caduti nella lava, auto-implosi e trucidati in altri mille modi diversi. E questo per cosa? Per la felicità di piccoli e stupidi ragazzini? Gli stessi piccoli e stupidi ragazzini che oggi sono diventati grandi e si divertono ancora a guardare morire Pac-Man, Super-Mario, Donkey Kong e tutti gli amici “pixeliani”? Bè, attenti ragazzi, vi siete dimenticati di noi e adesso ci vendicheremo!!!”

Portavoce dei Lemmings.

E noi Alcolisti Cinefili appoggiamo la causa, per questi motivi:

1.”Pixels” è un film BRUTTISSIMO e INUTILE.

2. In “Pixels”non ci sono i lemmings!!!

3. Di Lemmings ne abbiamo uccisi veramente un sacco!!!

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Occhio ai lemmings!!! Ma anche alle mosche ragazzi!!!

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“Il ragazzo invisibile”. Ecco, bravo, va a nasconderti!!!

Perchè se vinci un Oscar poi ti danno premi “ad Cazzum”!

Film brutti: recensione de “Il ragazzo invisibile”(Italia,2015)

Mi sto chiedendo una cosa, non è che per caso Salvatores sia parente di Mainetti? Quello di Jeeg Robot per intenderci (vedi cinespahettone). Vi spiego il motivo, secondo me Mainetti ha chiesto a Salvatores di girare un film di supereroi italiani che facesse schifo in maniera da salvare il genere con il suo film che così avrebbe avuto doppiamente successo. No dai scherzo! Comunque è andata così, per fortuna che è uscito questo film prima perchè altrimenti avrebbe rovinato tutto. Si perchè il film è decisamente fatto male, al massimo potrebbe andar bene come puntata pilota di una serie tv. E la cosa peggiore è che gli hanno dato pure dei premi.

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“Ok ho capito vado a nascondermi”

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“CABIN FEVER”: come imitare l’orso ebreo dimenticandosi la mazza…

…e prendere 0% su Rotten Tomatoes.

Film brutti: recensione di “Cabin fever”(Usa, 2016) 

Di “remake” se ne fanno a migliaia e molte volte è un modo per presentare nuovi registi che, rifacendo un film, bello o brutto che sia e conosciuto e ricordato da molti, riescono a farti avere il loro “biglietto da visita”. Ci sono mille modi di fare remake, si può ad esempio riscrivere la storia originale omaggiando per tutto il tempo il vecchio film, si può stravolgere tutto tenendo uguale solo il titolo, in caso di trilogie o serie di film si può rilanciare il tutto per raccontare qualcosa di simile e magari più moderno (in questo caso si parla più di “reboot”), o si può rifare il film uguale identico. Quest’ultima tecnica è quella usata da Travis Z, il regista di “Cabin Fever”, remake dell’originale girato da Eli Roth (a.k.a. “l’orso bruno”).

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-Eli Roth alla prima del ramake del suo film-

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