“ASh Vs Evil Dead”: 10 motivi per vederlo…

…vs 10 per non vederlo.

News e notizie: serie tv “Ash vs Evil Dead”(Usa,2016)

Un po’ di storia (questa parte è riassunta nella didascalia sotto la foto quindi non leggetela).

Nel 1981 Sam Raimi dirige “The Evil Dead”, da noi “La casa”, cult movie del genere “Cabin in the woods”, in cui vediamo alcuni ragazzi che vanno nella loro classica casetta nel bosco per poi trovare un demone pronto ad ucciderli. Primo lungometraggio del regista, low budget, entrato nella storia sopratutto per la presentazione del protagonista Ash Williams interpretato da Bruce Campbell, attore che, come il Michael Keaton di “Birdman”, vive ancora oggi al fianco del suo personaggio. Dopo il successo di questo film, Sam Raimi decide di fare il grande salto, girando il sequel-remake “La Casa 2”, dando originalità e personalità a quella che diventerà una delle saghe Horror più divertenti della storia. Questo è uno dei pochi casi in cui “il secondo è meglio del primo”, questo per mille motivi, qui il film ci racconta la crescita di Ash e dell’orrore che la casa può provocare fino ad arrivare al finale stile “Il pianeta delle scimmie”(quello del 1968). Si passa poi al 1992 con il terzo atto “L’armata delle tenebre” e qui cambia tutto; film meno riuscito di tutta la saga, ha comunque il suo valore per quanto riguarda l’espansione del mondo di “Evil Dead”. Parlerò in maniera più approfondita di questi film più avanti perchè ora vi voglio parlare della serie tratta dal mondo di Raimi e Ash.

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“EVIL DEAD” è questo!!!!

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“The final girls”: era da “Ritorno al futuro”che non provavo qualcosa di simile…

…sarà colpa del “The final round of drinks”!!!

Recensione ubriaca:”The final girl”(Usa,2015)

Non so a voi ma quando guardo “Ritorno al futuro”(tutta la trilogia si intende) mi parte quella sensazione strana, che ti senti affianco al protagonista e ti sembra di vedere un film da dietro le quinte. Nella parte seconda di ritorno al futuro effettivamente stai guardando non solo Marty McFly e Doc versione giovane ma anche il film stesso versione “parte prima”. Cioè ti senti più che nel passato della loro storia in un film dentro ad un film e secondo me è sempre stata questa la forza di questa trilogia (certo il terzo ha un po’ perso questa cosa). Comunque, sarà stato quell’ultimo giro con gli amici al bar chi lo sa, ma ho provato le stesse sensazione guardando “The final girls” film americano diretto da Todd Strauss-Schulson (non so chi sia!). Come è possibile che questo film che non parla di viaggi nel tempo ti faccia provare le stesse sensazioni di “Ritorno al futuro”? Perchè non parla di viaggi nel tempo ma in realtà il viaggio lo fa fare al telespettatore. La storia è questa, ragazza perde madre che faceva l’attrice nel film inventato “Camp Bloodbath” (“venerdi 13″-lago=”Camp Bloodbath”), un po’di tempo dopo (il giorno dell’anniversario probabilmente), si reca al cinema per la proiezione del film, parte un incendio e la ragazza con i suoi amici finisce nel film stesso. Vi ricorda Schwarzi per caso?! “Last action Hero” vi dice niente? Perfino il titolo è uguale! Si è vero, non può non venirti in mente questo film, ma poi quando lo guardi ti accorgi che non c’è niente di simile nei due film quindi dimenticatevi subito di Schwarzi!!!Qui si parla di altro!

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“Ma quindi che cazzo centro io? Non ci sto capendo niente!!” pensiero di Levi Strauss. “Aspetta non sarò mica parente del regista? Strauss anche lui?”

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“CABIN FEVER”: come imitare l’orso ebreo dimenticandosi la mazza…

…e prendere 0% su Rotten Tomatoes.

Film brutti: recensione di “Cabin fever”(Usa, 2016) 

Di “remake” se ne fanno a migliaia e molte volte è un modo per presentare nuovi registi che, rifacendo un film, bello o brutto che sia e conosciuto e ricordato da molti, riescono a farti avere il loro “biglietto da visita”. Ci sono mille modi di fare remake, si può ad esempio riscrivere la storia originale omaggiando per tutto il tempo il vecchio film, si può stravolgere tutto tenendo uguale solo il titolo, in caso di trilogie o serie di film si può rilanciare il tutto per raccontare qualcosa di simile e magari più moderno (in questo caso si parla più di “reboot”), o si può rifare il film uguale identico. Quest’ultima tecnica è quella usata da Travis Z, il regista di “Cabin Fever”, remake dell’originale girato da Eli Roth (a.k.a. “l’orso bruno”).

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-Eli Roth alla prima del ramake del suo film-

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