“Primer”: per fare un film non serve una laurea in cinematografia…

…ma una in fisica, ingegneria, matematica, chimica ecc.

Recensione ubriaca: “Primer”(Usa,2004)

Maledetto il giorno in cui ho chiesto ad amici “Dai che proviamo a guardare questo film assieme, mi hanno detto che è un bordello da capire”. Si, perchè io volevo fare il figo quindi ho preso la macchina del tempo di “Primer” che è una specie di cabina che tu devi accendere perchè si carichi, poi vai a casa, ti guardi “Primer”in inglese con sottotitoli in italiano (perchè non esiste un doppiaggio italiano nonostante il film sia del 2004), poi torni alla cabina che nel frattempo si è caricata, entri e torni indietro nel tempo al momento in cui avevi acceso la macchina stando attento a non beccare te stesso, vai a vederti il film con i tuoi amici per la prima volta (in realtà per te la seconda) e fai il figo perchè tu, avendo visto due volte il film, riesci a spiegare il film agli altri ma quando sei più o meno a metà trama ti incarti e ti rendi conti che il film effettivamente non l’hai capito neanche tu.

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Così funzionano i viaggi nel tempo di “PRIMER”

Non troverete al mondo film più complicato di questo, e sinceramente chi mi dice di averlo capito fino alla fine secondo me è un imbroglione. Al di fuori del fatto di capire o meno questo film, è da vedere se cercate qualcosa di fatto veramente bene con un budget veramente basso (7000 dollari), una trama che tocca a voi capire perchè nessuno nel film vi spiegherà cosa succcede e sopratutto se pensate che i viaggi nel tempo sono una figata. Sia chiaro, vedere questo film equivale a seguire una lezione di fisica quantistica all’università, quindi studiatelo bene prendendo appunti durante il film se volete capirlo. Non sto scherzando, munitevi di foglio e penna mentre guardate il film e preparatevi a premere pausa per capire cosa succede e aggiungere appunti su appunti tirando nuove linee temporali che cambiano altre linee temporali perchè questo film è stato girato da gente veramente “flippata” dai viaggi nel tempo. Secondo me a loro “ritorno al futuro” ha fatto veramente schifo. E mettete anche in conto il fatto che finito il film comincia veramente il film, ovvero i protagonisti siete voi che non avrete sicuramente capito tutto e comincerete a navigare nei meandri nascosti del web per trovare la soluzione dell’enigma.

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Gli attori protagonisti alla decima visione del loro film!!!

Ma allora perchè dovrei guardare questo film? Per ricordarci che il cinema non è solo spettacolo e divertimento, ma è anche un compito dello spettatore, come risposta ad un servizio che ti è stato offerto dal regista, dovete capire che non è lui a lavorare per voi ma siete voi a lavorare per lui. E poi perchè questo film è uno dei migliori esempi che dimostra che per fare qualcosa di buono ed intelligente nel mondo del cinema non bisogna spendere milioni ma basta solo intelligenza e voglia. Ah, e comunque quello a destra nella foto è anche il regista, il produttore, lo sceneggiatore, il montatore e il musicista.

pubblicato da

Red Sledding, #alcolisti#cinefili#

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2 pensieri su ““Primer”: per fare un film non serve una laurea in cinematografia…

  1. Andrea Taglio ha detto:

    Per me il colpo di fulmine è stato “Upstream Color”, dello stesso autore, ma più ‘poetico’. Che orgoglio incredibile uscire dal cinema e avere capito quel film! (la trama! mica gli eventuali significati).
    Il bello è sempre lo stesso: 5 mila lire e una IDEA degna di questo nome, forte, originale, stramba.

    Dopo quell’esperienza ho visto Primer, ma ero effettivamente molto più svogliato, e l’inglese stretto non ha aiutato…

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